Più veloce del vento

Einaudi Ragazzi – 2016
Collana: Carta Bianca
Età consigliata: 11+
Copertina di: Iacopo Bruno – The World of Dot
ISBN 978-8866563211

alfonsina strada - più veloce del vento

 

La storia vera di un sogno impossibile
e di una ragazza che sfidò il mondo intero
pedalando controvento
per conquistare la sua libertà.

Non correre. Non gridare. Non volere.
Copri le gambe, stai composta, e piantala di fantasticare, perché nella vita ci sono sogni che non puoi sognare.
Queste le cinghie che stringono il cuore di Alfonsina, figlia di contadini e di un tempo che non ha scelto. Un tempo in cui il ciclismo è per uomini coraggiosi, impavidi eroi che si riempiono la pancia di penne al ragù e macinano chilometri su strade fangose e pericolose.
Sono forti, gagliardi. E sono tutti maschi.
Finché, a cavallo di una bicicletta scassata, con la determinazione di una guerriera e la preparazione atletica di una sarta, Alfonsina arriva e corre.
Corre veloce, più veloce, vola.
Non è facile, perché il ciclismo è uno sport di forza e fatica, e come tutti le ripetono fino alla nausea, “non è per signorine”.
Non è permesso, è uno scandalo, in un mondo che ordina alle donne vite strizzate, gambe fasciate e un’esistenza in gabbia.
Ma Alfonsina Strada è come il vento, che non conosce leggi né limiti e corre finché ha forza, finché le gambe reggono, finché c’è un orizzonte da raggiungere e superare.

Io sono il vento. Senza di me i grandi falchi non volano, le nuvole stagnano, le pozzanghere non asciugano. Io trascino e porto via e posso andare lontano, più lontano di chiunque altro al mondo. Devo solo spingere e pedalare, in equilibrio sulla terra che trema e sbuffa, e allora nessuno mi può fermare. Perché il vento non si ferma.”

Aveva zigzagato un po’, era caduta così tante volte che neppure le ricordava. Ma poi era stata capace di stabilire un ritmo lento e regolare, una pedalata via l’altra, e allora la sua mente era scivolata in una specie di torpore, e l’unica cosa rimasta a cui pensare era “Vai avanti. Vai avanti”. Finché procedere lenta era diventato intollerabile, un dolore atroce.
E allora si era messa a correre.

 

<-